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Linee Guida Volontarie sulla gestione responsabile della terra: è il momento dell'attuazione

pubblicato 28/apr/2012 07:19 da site admin   [ aggiornato in data 28/apr/2012 07:22 ]
Esiste un limite all’estensione della proprietà privata sulle risorse naturali. Il primo uso della terra è quello agricolo.


Questi sono alcuni dei risultati più importanti raggiunti nell’ambito del Comitato per la Sicurezza Alimentare (CFS) della FAO. Il 9 marzo scorso, infatti, in tarda serata, sono state finalmente approvate le Direttive sulla gestione responsabile della terra, dei territori di pesca e delle foreste. Ora si passa alla (dura!) fase dell’attuazione.

Le Direttive sono uno strumento indispensabile per la difesa degli interessi delle popolazioni e per promuovere la sovranità alimentare. Nel dettaglio, corrispondono a una serie di principi e pratiche a cui tutti -  governi, istituzioni e privati - possono fare riferimento in materia di amministrazione e gestione dei diritti delle risorse naturali.

I temi toccati dalle Direttive sono di primaria importanza e, sebbene connessi, variegati: dalla protezione dei diritti consuetudinari di uso della terra, delle foreste e delle risorse ittiche, alla  creazione di sistemi trasparenti per il mantenimento dei registri contabili in modo da renderli fruibili alle comunità locali, fino alla questione dei diritti di proprietà per le donne.

Terra Nuova insieme a innumerevoli altre organizzazioni della società civile, agenzie ONU, associazioni di contadini, privati e rappresentanti di novantasei Paesi, ha partecipato in prima linea a questo lungo processo, iniziato nel 2008 all’indomani della terribili crisi economica, finanziaria e alimentare

Da allora, il dibattito sulle linee guida volontarie infuoca gli animi all’interno del CFS. Oggi, grazie alle tante “battaglie” condotte dalla società civile,  il Comitato per la sicurezza alimentare può dirsi uno dei più importanti e inclusivi consessi internazionali in tema di diritti umani e lotta alla fame.

 “Ci sono milioni di persone - contadini, popoli indigeni, allevatori, pescatori - che dipendano completamente dalle risorse naturali” afferma Olivier De Schutter .. “ma non sono tutelati da alcuna norma giuridica. Le direttive offrono la possibilità di colmare questo vuoto legislativo e di possono diventare  uno strumento indispensabile nel dialogo con i governi”.

"L'accesso alla terra è una questione di vita o di morte. La produzione familiare può sfamare io mondo. Eppure nella sola America Latina non si contano le minacce e gli assassini – per questioni legate alla terra – contro i piccoli produttori” dice Jorge Stanley Icaza, (IPC America Latina).

 I risultati raggiunti nell’ambito dei negoziati hanno riguardato, principalmente: il riconoscimento che il primo uso della terra deve essere quello agricolo e alimentare; l’esistenza di un limite all’estensione della proprietà privata della terra e il riconoscimento, per la prima volta nell’ambito del sistema giuridico internazionale, del diritto  “alla ridistribuzione delle terre”. Inoltre è stato ribadito il diritto di partecipazione delle popolazioni locali in caso di transizione di proprietà sulle risorse naturali che li riguardano

Meno soddisfacenti, invece, i risultati in merito alla questione del land grabbing e a quella, difficile. dei territori occupati.

La bozza delle linee guida proposte sarà adesso sottoposta all'approvazione finale della Commissione per la Sicurezza alimentare mondiale (Cfs) nel corso di una sessione speciale che si terrà presso la Fao a metà maggio.

E' possibile leggere il testo finale delle Direttive sulla terra on-line
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